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Italia in pole position con l’accordo Ue-Vietnam
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5 settembre 2017 - 7:53, by , in News, No comments

Un export fatto in primo luogo di macchinari, di cui l’industria vietnamita ha e sempre più avrà bisogno. Le importazioni, invece, sono quasi triplicate dal 2010, passando da 890 milioni a quasi 2,7 miliardi.

Le imprese italiane sono insomma sempre più attratte da questo mercato e sempre più lo saranno alla luce dell’accordo di libero scambio appena concluso tra Hanoi e Bruxelles e che dovrebbe entrare in vigore nel 2018. Il trattato cancella il 99% dei dazi esistenti su base reciproca. La Ue, secondo partner commerciale del Vietnam, eliminerà le sue tariffe in sette anni, Hanoi avrà tre anni in più, per tenere conto del suo diverso livello di sviluppo, ma eliminerà comunque il 65% dei dazi già all’entrata in vigore, come ha spiegato Mauro Petriccione, vicedirettore della Direzione generale per il Commercio della Commissione europea e negoziatore dell’accordo per la Ue, intervenuto al seminario «L’accordo di libero scambio Ue-Vietnam e le potenzialità dell’Asean: un’opportunità per le aziende italiane», organizzato la settimana scorsa da Assolombarda, in collaborazione con l’Ambasciata vietnamita a Roma e l’Associazione Italia-Asean.

Con circa 625 milioni di abitanti, «l’Asean – ha sottolineato Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda – è la settima economia su scala mondiale e il quarto esportatore globale. È un partner centrale della politica commerciale europea e di grande rilevanza per l’Italia, in termini di investimenti esteri, occupazione e interscambio commerciale, in crescita quest’ultimo del 45% rispetto al 2008». E dei dieci Paesi dell’Associazione del Sud-Est asiatico (gli altri nove sono Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Thailandia, Laos, Cambogia, Myanmar, Filippine), il Vietnam è uno dei più dinamici, con una crescita del 6,7% nel 2015. Le autorità pianificano un’espansione media del 6,5-7% fino al 2020. Con il costo del lavoro in aumento in Cina, molte multinazionali si stanno spostando verso Paesi come il Vietnam, «che – ha sottolineato il direttore generale di Assolombarda, Michele Angelo Verna – si pone come nuovo polo manifatturiero dell’area, con un costo della manodopera che è quasi un terzo rispetto a quello cinese».

«L’Italia – ha affermato Enrico Letta, presidente dell’Associazione Italia-Asean – è il Paese europeo che, per le sue caratteristiche, può beneficiare più di tutti della grande opportunità rappresentata dall’accordo di libero scambio. Mi auguro che quello con il Vietnam sia il primo di una serie di trattati con i Paesi Asean, che sono molto importanti per le nostre aziende. Il nostro sistema economico può crescere solo se coglie queste opportunità».

Il trattato tra Ue e Vietnam, ha ricordato Petriccione, può essere paragonato a quelli con Singapore, Corea del Sud e Canada e sarà il modello per i prossimi accordi commerciali. «Gli interessi industriali italiani – ha aggiunto – vedranno i dazi scomparire quasi subito nella gran parte dei casi».

«La Commissione – ha aggiunto Petriccione – ha avviato negoziati con le Filippine e ha aperto una fase di studio preliminare con l’Indonesia. Anche i rapporti con la Malesia si sono riattivati, mentre quelli con la Thailandia scontano la delicata fase politica in atto».
Quanto Hanoi tenga alle relazioni economiche con l’Italia lo ha sottolineato l’ambasciatore Cao Chinh Thien: «Il nostro Governo è sempre attento a creare condizioni favorevoli per la cooperazione tra le aziende dei nostri due Paesi».

(di Gianluca Di Donfrancesco, 12 Aprile 2016 – Il Sole 24 Ore)

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